Rotte culturali per orientarsi nel presente
Longitudes è un invito al viaggio: evoca rotte, attraversamenti e orientamenti che collegano luoghi, culture e immaginari. Come coordinate invisibili, le longitudini offrono una posizione nello spazio ma anche, simbolicamente, nel tempo e nel pensiero.
Il progetto si propone come mappa e bussola: un orizzonte aperto dove l’arte diventa esperienza di esplorazione, e ogni evento una tappa che connette traiettorie personali e collettive. In questo attraversamento, Longitudes offre strumenti per leggere la complessità del presente con sguardo curioso e critico.
Rivolto a un pubblico giovane e intergenerazionale, il programma intende generare meraviglia, dialogo e partecipazione, favorendo pratiche di scoperta e di ascolto in un mondo in continua trasformazione.
La rassegna è organizzata da abnormal APS con il contributo della Regione autonoma Valle d’Aosta, con il patrocinio del Comune di Aosta e dell’Università della Valle d’Aosta e realizzato in collaborazione con Plus Aosta e Fondation Émile Chanoux.
PROGRAMMA
Tutti gli appuntamenti sono a ingresso libero e gratuito fino a esaurimento dei posti disponibili.
MONDOVISONI
Sguardi dal mondo sull’attualità globale
Mondovisioni è la rassegna ideata da CineAgenzia per il settimanale Internazionale che da oltre diciassette edizioni porta sul grande schermo alcuni tra i documentari più incisivi e necessari del panorama internazionale. Film selezionati nei principali festival del mondo, proposti in esclusiva per il pubblico italiano, capaci di interrogare il nostro tempo attraverso i temi dell’attualità, dei diritti umani, dell’informazione e dei grandi mutamenti sociali.
Dopo l’anteprima annuale a inizio ottobre, in occasione di Internazionale a Ferrara, Mondovisioni diventa un progetto diffuso che attraversa il Paese per dodici mesi, incontrando sale cinematografiche, scuole, associazioni, istituzioni culturali e spazi non convenzionali. Un viaggio che tocca decine di città, grandi e piccole, da nord a sud, per un totale di circa 300 proiezioni ogni anno. Un cinema che non si limita a raccontare il mondo, ma lo mette in discussione, generando confronto, consapevolezza e partecipazione.
CINEMA – MONDOVISONI
10 gennaio 2026 ore 20.30 – Plus Café (via Garibaldi, Aosta)
THE GUEST di Z. G. Portnoy, Z. Solakiewicz

Nel 2021, il confine tra Polonia e Bielorussia si trasforma in una zona militarizzata e inaccessibile, una terra di nessuno larga tre chilometri in cui centinaia di rifugiati restano intrappolati, vittime di un cinico braccio di ferro politico. Ingannati dalla promessa di un passaggio verso l’Unione Europea, respinti dalla Polonia e costretti a tornare indietro, vengono spinti in un loop disumano che li condanna all’attesa e alla paura.
In questo contesto sospeso, The Guest racconta una storia intima e potente. Maciek, che vive con la sua famiglia sul lato polacco del confine, decide di accogliere in casa Alhyder, un giovane rifugiato siriano stremato dal viaggio. Tra le mura domestiche, il tempo sembra rallentare, mentre emergono domande senza risposta: come proseguire senza mettere in pericolo sé stessi o chi offre aiuto?
Con uno sguardo sobrio e privo di retorica, il film si concentra sui volti, sui silenzi e sulle emozioni dei protagonisti, restituendo tutta la tensione di una situazione apparentemente senza via d’uscita. Eppure, in mezzo alla violenza delle politiche di confine, affiora una possibilità fragile ma luminosa: quella della solidarietà, del contatto umano, dell’ospitalità come gesto radicale.
CINEMA – MONDOVISONI
17 gennaio 2026 ore 20.30 – Plus Café (via Garibaldi, Aosta)
THE DIALOGUE POLICE di S. Edwards

In una società sempre più polarizzata, dove il conflitto sembra spesso l’unico linguaggio possibile, The Dialogue Police racconta un esperimento radicale: difendere la democrazia attraverso il dialogo.
Dopo i violenti scontri avvenuti durante il vertice europeo di Göteborg nel 2001, un’indagine governativa mise in luce l’urgenza di ripensare il rapporto tra forze dell’ordine e movimenti sociali emergenti, in particolare quelli legati alla giustizia sociale e alla crisi climatica. Da questa consapevolezza nasce in Svezia la “Polizia del dialogo”, un’unità speciale con sede a Stoccolma, attiva a tempo pieno.
Nel 2022 la regista Susanna Edwards segue gli agenti durante manifestazioni di segno opposto, tra proteste per il clima, roghi del Corano e mobilitazioni politiche, osservando da vicino il fragile equilibrio tra libertà di espressione, diritto di protesta e ordine pubblico. Gli agenti, chiamati a sospendere le proprie convinzioni personali quando indossano l’uniforme, fanno affidamento sull’ascolto, sull’empatia e sulla costruzione di relazioni di fiducia per prevenire l’escalation della violenza.
Un documentario lucido e sorprendente, che mostra come il dialogo possa diventare uno strumento concreto di mediazione e resistenza democratica.
PERSONE
24 gennaio 2026 ore 18.00 – Salone Ducale (piazza Chanoux, Aosta)
IN VIAGGIO TRA LE OMBRE DELLE GUERRE
Incontro con Andreja Restek, fotogiornalista di guerra
In viaggio tra le ombre delle guerre è un incontro che esplora il potere della fotografia come strumento di testimonianza e di resistenza etica. Attraverso il racconto visivo di conflitti e crisi umanitarie, l’appuntamento invita a riflettere sulla complessità della guerra e sulle sue tracce nella memoria collettiva. Le immagini diventano linguaggio e ferita, spazio di incontro tra chi osserva e chi è osservato, rivelando l’umanità nascosta dietro la violenza, la perdita e l’esilio. In un dialogo costante tra luce e oscurità, il reportage si trasforma in gesto politico e civile, capace di interrogare il ruolo dell’informazione e la responsabilità dello sguardo contemporaneo. In viaggio tra le ombre delle guerre è, in questo senso, un’esperienza di attraversamento e di consapevolezza, che restituisce al pubblico la forza del vedere come atto di memoria e di compassione.

Andreja Restek è una fotogiornalista e reporter di guerra di origine croata, tra le voci più autorevoli del giornalismo visivo contemporaneo. Da anni documenta i principali teatri di conflitto in Medio Oriente, Africa e Europa orientale, con uno sguardo attento alle conseguenze umanitarie della guerra e ai diritti delle popolazioni civili. Le sue fotografie, pubblicate da testate internazionali e protagoniste di numerose mostre e progetti documentari, uniscono rigore giornalistico e sensibilità artistica, trasformando la testimonianza diretta in un potente strumento di memoria e consapevolezza. Fondatrice dell’agenzia APR News, Restek dedica la sua ricerca alla denuncia delle violazioni dei diritti umani e alla costruzione di una narrazione etica e partecipata del nostro tempo.
EVENTI PASSATI
STORIE
14 novembre 2025 ore 18.00 – Plus (via Garibaldi, Aosta)
LA STAGIONE CHE NON C’ERA
Presentazione del libro in presenza dell’autrice Elvira Mujčić
in collaborazione con FrontDoc
La stagione che non c’era è un romanzo che si colloca al crocevia tra memoria storica e riflessione identitaria, restituendo attraverso tre destini intrecciati il ritratto di una società in bilico tra unità e disgregazione. Ambientato nella Jugoslavia del 1990, quando le tensioni politiche e nazionaliste iniziano a incrinare l’idea stessa di fratellanza e coesione, il libro si sviluppa come una narrazione corale in cui arte, politica e affetti familiari diventano strumenti di indagine del reale. Le figure di Nene, Merima ed Eliza incarnano tre prospettive generazionali che si confrontano con la perdita, il sogno e la ricostruzione, componendo una trama densa e stratificata in cui la memoria privata si intreccia alla storia collettiva. Con uno sguardo lucido e partecipe, Mujčić trasforma la Jugoslavia in una metafora universale delle fragilità del nostro tempo, interrogando il valore dell’appartenenza, il senso della comunità e la possibilità di preservare l’umano di fronte alla deriva della memoria e alla violenza dei nazionalismi.

Elvira Mujčić è una scrittrice e traduttrice bosniaca naturalizzata italiana. Nata nel 1980 nella ex Jugoslavia, vive oggi a Roma. La sua produzione letteraria, articolata e coerente, esplora i temi dell’identità, della memoria e del linguaggio come strumenti di sopravvivenza e ricomposizione dopo lo sradicamento. Tra le sue opere si ricordano Al di là del caos. Cosa rimane dopo Srebrenica (2007), E se Fuad avesse avuto la dinamite? (2009), La lingua di Ana. Chi sei quando perdi radici e parole? (2012), Dieci prugne ai fascisti (2016), Consigli per essere un bravo immigrato (2019) e La buona condotta (2023). Attraverso una scrittura limpida e incisiva, Mujčić indaga la complessità del vissuto migratorio e la possibilità di costruire ponti tra culture, lingue e memorie differenti, confermandosi una delle voci più originali della narrativa contemporanea italiana ed europea.
FOTOGRAFIA
dal 2 dicembre al 23 dicembre 2025 – inaugurazione 2 dicembre ore 18.00 – Plus (via Garibaldi, Aosta)
IN VIAGGIO TRA SIRIA E LIBANO
Mostra fotografica di Jean-Claude Chincheré
In viaggio tra Siria e Libano propone un percorso fotografico che attraversa confini geografici e umani, offrendo uno sguardo autentico e partecipe sulle vite ai margini della società mediorientale. Il lavoro di Jean-Claude Chincheré, frutto di anni di viaggi e soggiorni tra Siria e Libano, si configura come una riflessione profonda sulla resilienza e sulla dignità delle persone incontrate, restituite all’osservatore con pudore e intensità. Le immagini del progetto Miserere, dedicate alle suore dell’ospedale francese di Aleppo, dialogano con gli scatti realizzati nei quartieri popolari e nei villaggi libanesi, componendo una narrazione visiva coerente e stratificata, in cui la luce diventa linguaggio di prossimità e testimonianza. La mostra invita a interrogarsi sul ruolo dello sguardo fotografico come atto etico e politico, capace di documentare, preservare e restituire umanità in contesti segnati dalla precarietà e dal conflitto.

Jean-Claude Chincheré è un fotografo e documentarista la cui ricerca visiva si concentra sulle dinamiche sociali e sulle realtà marginali delle grandi aree urbane. Dividendo il proprio tempo tra Beirut e la Valle d’Aosta, sviluppa un linguaggio fotografico che unisce rigore documentario e sensibilità narrativa, restituendo profondità e dignità ai volti e ai luoghi che racconta. Da oltre un decennio segue la complessa condizione dei profughi siriani in Libano, con particolare attenzione all’infanzia come simbolo fragile e universale delle conseguenze della guerra. Le sue collaborazioni con organizzazioni internazionali – tra cui Unicef Libano, AVSI Italia, CTM Onlus e Ala Milano – testimoniano un impegno costante verso una fotografia intesa come strumento di conoscenza, denuncia e solidarietà. Il suo lavoro è stato presentato in mostre personali e collettive in Italia e all’estero, oltre che in numerose pubblicazioni dedicate al reportage contemporaneo.
MUSICA
6 dicembre 2025 ore 20.45 – Teatro Giacosa (via Xavier de Maistre, Aosta)
GHIBLI – SUONI ED ECHI DAL MEDITERRANEO
con Nabil Bey e Fabrizio Piepoli
a seguire
B.O.O.M. – THE BALKAN ORKESTAR OF MADNESS
Ghibli – suoni ed echi dal Mediterraneo è un incontro musicale che diventa esperienza di dialogo interculturale, un viaggio sonoro tra Oriente e Occidente dove tradizione e contemporaneità si intrecciano in un linguaggio comune. Ideato e interpretato da Nabil Bey (voce dei Radiodervish, cantautore e docente di Etnomusicologia) e Fabrizio Piepoli (cantante e polistrumentista, docente di musiche tradizionali al Conservatorio “Tito Schipa” di Lecce), il concerto si configura come una lezione-concerto in cui la musica si fa racconto, memoria e riflessione. Attraverso il dialogo tra le sonorità pugliesi e quelle arabo-mediorientali, tra strumenti acustici, elettronica e voce, Ghibli esplora i ponti invisibili che uniscono le culture del Mediterraneo, rievocando antichi legami e restituendo nuova linfa a un immaginario condiviso. Il progetto si colloca all’incrocio tra ricerca etnomusicologica e creazione artistica, promuovendo una lettura contemporanea dei processi culturali che attraversano il Mare Nostrum: un viaggio poetico e politico che, contro ogni forma di separazione, afferma la musica come territorio di incontro, conoscenza e pace.

Cantautore, etnomusicologo, scrittore e giornalista, Nabil Bey è una delle figure più significative della world music italiana. Nato a Tripoli del Libano da famiglia palestinese, si trasferisce in Italia negli anni Ottanta, dove fonda gli Al Darawish e successivamente i Radiodervish, con i quali incide quindici album e contribuisce a ridefinire il linguaggio musicale mediterraneo. Docente di Etnomusicologia presso il Conservatorio “Tito Schipa” di Lecce, la sua ricerca artistica attraversa musica, letteratura e teatro, intrecciando spiritualità e contemporaneità. Ha collaborato con artisti quali Franco Battiato, Noa, Nicola Piovani, Jovanotti, Antonella Ruggiero e Stewart Copeland. Autore di saggi e traduzioni poetiche, tra cui Al Maqam. La storia di Naìma (Kurumuny, 2019) e l’antologia Il loro grido è la mia voce (Fazi Editore, 2025), Bey porta avanti una poetica fondata sul dialogo interculturale e sulla memoria come spazio di riconciliazione.
Cantante, polistrumentista e ricercatore pugliese, Fabrizio Piepoli è una delle voci più raffinate e versatili della scena musicale mediterranea. Docente di canto e musiche tradizionali presso il Conservatorio “Tito Schipa” di Lecce, la sua ricerca si muove tra le tradizioni del Sud Italia e i mondi arabo-andaluso e mediorientale, promuovendo un dialogo continuo tra culture. Ha collaborato con artisti come Teresa De Sio, Raiz, Mauro Pagani, Dario Fo, Bobby McFerrin, David Murray, Michel Godard e Baba Sissoko, pubblicando oltre trenta lavori discografici. La sua vocalità, dallo stile melismatico e fortemente espressivo, si distingue per la capacità di coniugare arcaicità e modernità, creando paesaggi sonori sospesi tra sacro e profano, tradizione e innovazione.
B.O.O.M. – Balkan Orkestar of Madness è un’esplosione di sonorità e culture, un viaggio musicale che approda in una dimensione di energia pura e contaminazione. Una miscela di soul mediterraneo, funk gitano, reggae balcanico e punk danubiano, sostenuta da un ensemble di musicisti straordinari: Federico Gregori (chitarre), Enrico Bandito (voce , percussioni), Carlo Alberto Lupo (tastiere, violino), Matteo Cosentino (batteria), Andrea Minieri (basso elettrico), Philippe Brunier (tromba) e Umberto Debernardi (sax, clarinetto). Nato da un lungo percorso di sperimentazioni e collaborazioni, il gruppo si presenta oggi nella sua forma più matura e potente, trasformando ogni concerto in una festa sonora collettiva, dove i confini si dissolvono e resta solo il ritmo irresistibile del ballo.
INCONTRI
10 dicembre 2025 ore 18.30 – Plus (via Garibaldi, Aosta)
ESSERE CITTADINI DEL MONDO
Riflettere insieme su scelte individuali e collettive per promuovere pace e solidarietà
Essere cittadini del mondo conclude il ciclo di incontri promossi da Plus dedicati all’approfondimento del conflitto israelo-palestinese e, più in generale, alla comprensione delle complesse dinamiche del presente. L’appuntamento del 10 dicembre, inserito nel programma di Longitudes – Rotte culturali per orientarsi nel presente, si configura come un momento di riflessione condivisa e di apertura al futuro: un invito a interrogarsi sulle responsabilità individuali e collettive nella costruzione di un mondo più giusto, inclusivo e solidale. Nato da una proposta dei giovani dell’Università della Valle d’Aosta e sviluppato in dialogo con loro, il percorso riflette pienamente la missione di Plus nel promuovere partecipazione attiva, pensiero critico e consapevolezza civica. In un contesto segnato da tensioni e incertezze globali, Essere cittadini del mondo riafferma il valore della cultura e del dialogo come strumenti essenziali per la pace, la comprensione reciproca e la trasformazione sociale.
PERSONE
12 dicembre 2025 ore 20.45 – Plus (via Garibaldi, Aosta)
ROM VS TUTTI
Stand-up Comedy con Rašid Nikolić
Rom vs Tutti è uno spettacolo di stand-up comedy irriverente e lucido, che fa dell’ironia uno strumento di liberazione e di critica sociale. Con uno sguardo disincantato e al tempo stesso profondamente empatico, Rašid Nikolić affronta temi complessi come l’identità, il pregiudizio e l’appartenenza, intrecciando autobiografia, satira e riflessione politica. Attraverso un linguaggio diretto e incisivo, l’artista smonta gli stereotipi legati al mondo rom, restituendo dignità e complessità a una cultura troppo spesso raccontata dall’esterno. Rom vs Tutti è più di uno spettacolo comico: è un gesto di affermazione identitaria, un invito a ridere per comprendere, a dialogare per cambiare prospettiva. In scena, la risata diventa atto politico e civile, capace di trasformare il teatro in uno spazio di incontro, ascolto e consapevolezza condivisa.

Rašid Nikolić è un artista rom, attore, musicista e performer attivo nel panorama teatrale e culturale europeo. Nato in Bosnia e cresciuto in Italia, porta nel suo lavoro la forza di un’identità plurale, intrecciando tradizione orale, musica e linguaggi della scena contemporanea. La sua ricerca artistica si concentra sui temi dell’appartenenza, dell’inclusione e del superamento dei pregiudizi, con una particolare attenzione alla rappresentazione delle minoranze e alla memoria collettiva delle comunità rom. Attraverso la stand-up comedy, il teatro e la musica, Nikolić utilizza la parola e il ritmo come strumenti di libertà e di resistenza culturale, costruendo narrazioni capaci di unire ironia e impegno civile. La sua poetica, al tempo stesso politica e profondamente umana, fa del palcoscenico un luogo di incontro, dove il riso diventa gesto di emancipazione e dialogo.
INCONTRI
17 dicembre 2025 ore 17.00 – Università della Valle d’Aosta (via Monte Vodice, Aosta)
ISRAELE E PALESTINA: FINE DI UN CONFLITTO?
Incontro con Anna Foa e Davide Lerner organizzato all’interno del calendario di “Les Grands débats / I Grandi dibattiti”
Israele e Palestina: fine di un conflitto? inaugura il ciclo di incontri Les Grands débats / I Grandi dibattiti, promosso dal Dipartimento di Scienze economiche e politiche dell’Università della Valle d’Aosta, dedicato all’analisi dei grandi temi delle relazioni internazionali contemporanee. Realizzato in collaborazione con Longitudes e ospitato presso il Nuovo Polo Universitario, l’appuntamento propone una riflessione pubblica sul conflitto israelo-palestinese, a più di due anni dall’attacco del 7 ottobre 2023, esplorando le trasformazioni in atto nella politica e nella società israeliana. L’incontro vedrà il confronto tra Anna Foa, storica e autrice del volume Il suicidio di Israele (Laterza, Premio Strega Saggistica 2025), e Davide Lerner, giornalista e autore di I dieci sentieri. Una storia tra Israele e Gaza (Piemme, 2024), in dialogo con Francesco Marone e Patrik Vesan, Professori di Scienza politica dell’Università della Valle d’Aosta.. Israele e Palestina: fine di un conflitto? si configura come un momento di approfondimento critico e di dialogo aperto, volto a comprendere le nuove geografie politiche e culturali del Medio Oriente e il loro impatto sugli equilibri globali.
Storica e saggista, Anna Foa è Professoressa Emerita di Storia Moderna presso La Sapienza Università di Roma e una delle voci più autorevoli della storiografia italiana contemporanea. I suoi studi si concentrano sulla storia religiosa e culturale dell’Europa moderna, sulla Shoah e sulla memoria ebraica, con un approccio capace di intrecciare rigore accademico e sensibilità civile. Autrice di numerosi saggi e volumi di riferimento, nel 2024 ha pubblicato Il suicidio di Israele (Laterza), un’opera che ha aperto un ampio dibattito pubblico sul destino politico e morale dello Stato israeliano, vincendo il Premio Strega Saggistica 2025. Il suo lavoro continua a rappresentare un punto di riferimento imprescindibile per la riflessione sul rapporto tra storia, identità e memoria collettiva.
Davide Lerner è giornalista e analista politico, affiliato all’Università di Oxford e collaboratore di diverse testate italiane e internazionali. Laureato in Scienze politiche e specializzato in studi sul Medio Oriente, si occupa da anni di politica israeliana e dei conflitti dell’area mediorientale, unendo l’esperienza sul campo a una prospettiva comparata di analisi geopolitica e culturale. Nel 2024 ha pubblicato I dieci sentieri. Una storia tra Israele e Gaza (Piemme), un reportage narrativo che intreccia testimonianze e riflessioni personali per restituire complessità a uno dei conflitti più controversi del nostro tempo. La sua scrittura, lucida e profondamente umana, indaga i confini tra storia, identità e responsabilità collettiva.
Andreja Restek è una fotogiornalista e reporter di guerra di origine croata, tra le voci più autorevoli del giornalismo visivo contemporaneo. Da anni documenta i principali teatri di conflitto in Medio Oriente, Africa e Europa orientale, con uno sguardo attento alle conseguenze umanitarie della guerra e ai diritti delle popolazioni civili. Le sue fotografie, pubblicate da testate internazionali e protagoniste di numerose mostre e progetti documentari, uniscono rigore giornalistico e sensibilità artistica, trasformando la testimonianza diretta in un potente strumento di memoria e consapevolezza. Fondatrice dell’agenzia APR News, Restek dedica la sua ricerca alla denuncia delle violazioni dei diritti umani e alla costruzione di una narrazione etica e partecipata del nostro tempo.